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Diritti dei popoli e disuguaglianze globali
I 40 anni del Tribunale Permanente dei Popoli

a cura di Simona Fraudatario e Gianni Tognoni
Testi storici di Lelio Basso, Julio Cortázar, Eduardo Galeano
Saggi di Franco Ippolito e Roberto Schiattarella

Con il contributo del “Gruppo Lecchese di sostegno al Tribunale Permanente dei Popoli”

Pubblicato da: Altreconomia
Prezzo: 12,00€
192 pagine / 20×13 cm / giugno 2020

 

Il libro propone una rilettura complessiva dell’opera del TPP e disegna – attraverso le sue 47 sessioni e sentenze – una “mappa” della storia dei popoli degli ultimi quattro decenni. Ripercorrendo i lavori e le analisi più significative che hanno accompagnato trasformazioni epocali – le lotte post-coloniali, gli aggiustamenti strutturali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, il ritorno della guerra come strumento della politica, la “deviazione” degli Stati di diritto in nome del libero commercio, le grandi opere, le lotte delle donne per il salario vitale, la nuova colonizzazione dell’Africa – il libro entra nelle radici e nella comprensione delle due realtà giustapposte-contrapposte nel titolo, i diritti dei popoli e le disuguaglianze globali, che riassumono la contraddizione più inconciliabile e urgente del tempo che stiamo vivendo.

Può una realtà data per acquisita dal diritto internazionale, ed estromessa  dalla cronaca politica – i diritti dei popoli-, convivere con la concretezza sempre più evidente di disuguaglianze che per la loro globalizzazione cancellano perfino la memoria della qualifica classica dei diritti fondamentali e costituzionali, quella di essere universali?

L’originalità metodologica e dottrinale della proposta di risposta a questa domanda (per un suo riassunto magistrale, a livello politico e culturale, si veda il commento al libro di Luciana Castellina) viene ricercata e documentata attraverso l’analisi delle sentenze che più direttamente mettono a confronto i due protagonisti della storia attuale: il diritto e l’economia. Ognuno finge di poter citare, ma sostanzialmente ignorare l’altro. Ognuno appartiene ad un suo universo di concetti e di misure. Nella storia ufficiale, i due protagonisti hanno trovato il modo di rispettarsi a vicenda. Nella storia concreta dei popoli, i diritti universali della vita sono rispettati e difesi solo se non interferiscono con quelli globali dell’economia.
Le  implicazioni di queste inconciliabilità sono drammatiche per chi si trova a giocare il ruolo di titolare di diritto, e nello stesso tempo di variabile ‘facoltativa e flessibile’ dell’economia.

Inquadrato da due saggi originali e molto articolati di rappresentanti autorevoli del diritto e dell’economia, Franco Ippolito e Roberto Schiattarella, il percorso di ricerca e riflessione che viene proposto permette di rivivere ‘al presente’ l’evoluzione dei modelli, dei meccanismi, degli attori, dei linguaggi del rapporto tra economia e diritto: con la logica e le prospettive ‘capovolte’ raccomandate nei testi (imprescindibili!) di Lelio Basso, Julio Cortázar ed Eduardo Galeano che sono stati personalmente e culturalmente centrali nella storia del TPP.

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