La 44esima sessione del Tribunale Permanente dei Popoli si è tenuta a Kuala Lumpur, Malesia, dal 18 al 22 settembre 2017, ed è stata richiesta da numerose realtà sociali nazionali e internazionali vicine alla causa dei Rohingya e delle minoranze nel paese. Le organizzazioni richiedenti hanno richiesto alla giuria del TPP di esaminare episodi e modelli ricorrenti di persecuzione da parte dello Stato del Myanmar contro i Rohingya, che hanno scatenato almeno tre ondate di esodo di massa dagli anni ’70. La richiesta di azione è stata basata su prove convincenti di: discriminazione istituzionale diffusa; crimini d’odio sponsorizzati dallo stato; uccisioni di massa; violenza sessuale di massa; distruzione totale di comunità e quartieri; massicci sfollamenti forzati; strutture di segregazione dell’apartheid; controllo mirato della popolazione; negazione statale dell’identità Rohingya; lavoro forzato; negazione dell’accesso ai mezzi di sussistenza, all’assistenza sanitaria, alla libertà di movimento e al cibo. Sulla base delle testimonianze e dei documenti presentati, il Tribunale ritiene, oltre ogni ragionevole dubbio, che lo Stato del Myanmar sia colpevole di crimini di guerra perpetrati contro il popolo Kachin, crimini contro l’umanità e genocidio contro i Rohingya. Per quanto riguarda gli altri musulmani del Myanmar e i Kachin, anche se l’attuazione del genocidio non è ancora avvenuta, il Tribunale lancia un chiaro allarme che la continuazione della persecuzione, insieme ai crimini contro l’umanità e ai crimini di guerra, potrebbe equivalere all’attuazione del genocidio nel prossimo futuro.
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