Dossier “Soberania Alimentar e Sociobiodiversidade no Cerrado“.
Lingua: Portoghese
La Campagna in difesa del Cerrado, che raggruppa numerose realtà associative e comunità contadine, indigene e tradizionali brasiliane, ha pubblicato all’interno della collana “Eco-genocidio no Cerrado”, alcuni rapporti disponibili in digitale sulla base della documentazione raccolta nel corso della sessione del TPP sul Cerrado (2021-2022).
Nel marzo 2023 la Campagna nazionale in difesa del Cerrado, nel solco del lavoro tracciato dal TPP, ha pubblicato 15 fascicoli digitali che raccolgono la documentazione corrispondente ai 15 casi esaminati nel progetto.
Il dossier qui disponibile è dell’edizione 2023.
Dossier “Eco-genocidio no Cerrado. O legado da Sessão em Defesa do Cerrado do Tribunal Permanente dos Povos”.
Lingua: Portoghese
La Campagna in difesa del Cerrado, che raggruppa numerose realtà associative e comunità contadine, indigene e tradizionali brasiliane, ha pubblicato all’interno della collana “Eco-genocidio no Cerrado”, alcuni rapporti disponibili in digitale sulla base della documentazione raccolta nel corso della sessione del TPP sul Cerrado (2021-2022).
Nel marzo 2023 la Campagna nazionale in difesa del Cerrado, nel solco del lavoro tracciato dal TPP, ha pubblicato 15 fascicoli digitali che raccolgono la documentazione corrispondente ai 15 casi esaminati nel progetto.
Il dossier qui disponibile è dell’edizione 2023.
Dossiê “Terra e Território no Cerrado“, Série Eco-Genocídio no Cerrado 2024
Lingua: Portoghese
La Campagna in difesa del Cerrado, che raggruppa numerose realtà associative e comunità contadine, indigene e tradizionali brasiliane, ha pubblicato all’interno della collana “Eco-genocidio no Cerrado”, alcuni rapporti disponibili in digitale sulla base della documentazione raccolta nel corso della sessione del TPP sul Cerrado (2021-2022).
Nel marzo 2023 la Campagna nazionale in difesa del Cerrado, nel solco del lavoro tracciato dal TPP, ha pubblicato 15 fascicoli digitali che raccolgono la documentazione corrispondente ai 15 casi esaminati nel progetto.
Il dossier qui disponibile è dell’edizione 2024.
International Association of Democratic Lawyers, “The People’s Tribunal for Women of Afghanistan. March 8 in the Age of Imperialist Wars, Genocide and Gender Apartheid“, International Review of Contemporary Law. 8 Marzo 2026.
Lingua: inglese
Il numero speciale pubblicato in occasione dell’8 marzo dalla rivista online dell’International Association of Democratic Lawyers (IADL) è incentrato sulla sessione realizzata in difesa dei diritti delle donne Afghane e include contributi sulle origini del Tribunale, le ragioni che hanno portato le organizzazioni richiedenti a rivolgersi al Tribunale, sulla formulazione dell’atto di accusa e sull’utilizzo della sentenza come strumento di cambiamento delle condizioni delle donne e ragazza in l’Afghanistan.
Julio Cortazar, “Ponti e Cammini“, Insediamento del Tribunale Permanente dei Popoli, Bologna, 24 giugno 1979
Lingua: italiano
Julio Cortazar, uno dei più grandi scrittori latino-americani, ha accompagnato il prender forma del Tribunale Permanente dei Popoli fin dai tempi del Tribunale Russell II sull’America Latina, dove partecipò come giudice delle sessioni realizzate a Roma e a Bruxelles dal 1974 al 1976. Di grande attualità, il testo che qui si propone è stato letto come discorso di apertura dell’atto costitutivo del TPP tenutosi a Bologna il 24 giugno 1979.
Luís Moita, “Opinions Tribunals and The Permanent People’s Tribunal”, Janus.net e-journal of Intenrational Relations, Vol. 6, n°1, Maggio-Ottobbre 2015, pp. 30-50.
Lingue: inglese, portoghese, spagnolo.
Nell’articolo, il sociologo delle relazioni internazionali propone una riflessione sulle principali funzioni dei tribunali di opinione e in particolare sul Tribunale Permanente dei Popoli, che devono essere distinti da altri esercizi di cittadinanza promossi dalla società civile e da simili istituzioni, come le commissioni di inchiesta internazionali e le commissioni per la verità e la riconciliazione. Moita si interroga anche sulla legittimità di queste iniziative e sull’innovazione giuridica di cui si fanno portavoce e che si pone al servizio dei diritti umani e dei popoli.
Daniel Feierstein, “Nuevos desafíos del Tribunal Permanente de los Pueblos en el siglo XXI: las luchas por la hegemonía en la creación del derecho penal internacional”, Rev. nuestramérica, 7, 14, Luglio-Dicembre 2019.
Lingua: spagnolo
Feierstein analizza sfide e problemi del diritto penale internazionale e la differenza sostanziale di funzionamento dei tribunali di opinione rispetto ad esso, in relazione alla facoltà di giudicare e di confrontarsi con vecchie e nuove forme di violazioni che possono reiterarsi nel tempo. Secondo lo studioso argentino, in questo contesto, proprio in virtù della riformulazione recente del suo Statuto, il Tribunale può giocare un ruolo fondamentale nell’evoluzione del diritto penale internazionale e stabilire l’orizzonte verso il quale dovrebbero mirare i tribunali nazionali, regionali e internazionali per l’applicazione della giustizia e il superamento dell’impunità.
Globalizzazione e diritti fondamentali. A 40 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dei popoli, Conferenza internazionale, Roma, 4-5 luglio 2016
Il 4 e 5 luglio 2016 la Fondazione Lelio e Lisli Basso, insieme al Tribunale Permanente dei Popoli, hanno organizzato una conferenza internazionale sui diritti umani al tempo della globalizzazione, per ricordare i 40 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli.
La due giorni, che ha portato a Roma esperienze e competenze da tutto il mondo, ha prodotto un dibattito assai ricco e denso di proposte, che vogliamo condividere con tutte le persone interessate. È possibile accedere ai video della conferenza in italiano ed inglese, nonché ad alcuni interventi, come quello di Fulvio Vassallo Paleologo, Mrinal Kanti Tripura, Gianni Tognoni, Philippe Texier, Salvatore Senese, Roberto Schiattarella, Antoni Pigrau Solé, Elena Paciotti, Javier Giraldo Moreno, Mary E. John, Luigi Ferrajoli e Daniel Feierstein.
Juan Hernández Zubizarreta, “The new global corporate law”, In TNI State of Power 2015, An annual anthology on global power and resistance, 13 gennaio 2015 www.tni.org/stateofpower2015
Lingua: inglese
Nell’articolo, l’autore illustra come le imprese transnazionali siano riuscite a sostituire lo stato di diritto con il diritto societario globale, utilizzando una moltitudine di norme, trattati e accordi – più recentemente il Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti – per garantire i loro diritti al profitto al di sopra dei diritti umani. Le analisi di Hernández Zubizarreta hanno contribuito e orientato i numerosi lavori che il TPP ha realizzato in relazione alle responsabilità delle imprese transnazionali nelle violazioni dei diritti umani.
Luigi Ferrajoli, “Crimini di sistema e diritto internazionale”, Teoria Politica, Vol 9, Annali IX, 1 giugno 2019, pp. 401-411.
Lingua: italiano
Il progetto di un ordine costituzionale globale e internazionale stipulato all’indomani della Seconda guerra mondiale è attualmente messo in discussione dalle violazioni dei diritti umani causate dalla globalizzazione economica, che richiedono un ripensamento delle categorie teoriche con cui interpretiamo la realtà. Nell’articolo Ferrajoli propone di introdurre la nozione di “crimine di sistema” per designare le violazioni dei diritti dei popoli attuate dall’esercizio incontrollato dei poteri globali – politici, economici e finanziari – e dallo sviluppo del capitalismo. La nozione, recentemente adottata dallo Statuto del TPP e applicata anche nel caso delle violazioni contro i diritti delle persone migranti e rifugiate, si riferisce specificamente a effetti che derivano da una somma di decisioni che non sono facilmente attribuibili alla responsabilità di persone individuate, di determinati Stati o di specifiche imprese.
Nello Rossi, “La sentenza del Tribunale permanente dei popoli sui crimini in Myanmar”, Questione Giustizia, 2 marzo 2018.
Lingua: italiano
Il XX secolo è stato definito, a ragione, «il secolo dei genocidi»: si sono infatti susseguiti il genocidio armeno, l’Olocausto, il genocidio cambogiano, la pulizia etnica sfociata nel genocidio nella ex Iugoslavia e il massacro in Ruanda dell’80% della popolazione tutsi. Oggi le violenze, gli eccidi e le espulsioni di massa nello Stato del Myanmar ai danni dei Rohingya, dei Kachin e delle minoranze mussulmane prolungano e proiettano nel XXI secolo questa terribile realtà. Si può sperare che le immagini del primo genocidio compiuto nell’epoca di Internet e che la voce di un tribunale di opinione valgano a rompere la cortina di silenzio, di oscurità e di apatia che è stata in passato così propizia alla commissione di questo tipo di delitti? L’articolo ripercorre sinteticamente i fatti accertati e le valutazioni giuridiche contenute nella sentenza pronunciata a Kuala Lumpur, nel settembre del 2017, dal TPP sui crimini in atto in Myanmar.
“Il procedimento e la sentenza del Tribunale permanente dei popoli sugli omicidi dei giornalisti in Messico, Sri Lanka e Siria”, Questione Giustizia, 4 ottobre 2022
Lingua: italiano
Il 19 settembre si è conclusa a L’Aia la cinquantunesima sessione del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) su “L’impunità per l’assassinio dei giornalisti” articolatasi in udienze tematiche dedicate a tre casi esemplari dell’uccisione dei giornalisti Miguel Angel López Velasco (Messico), Lasantha Wickrematunge (Sri Lanka), Nabil Walid Al-Sharbaji (Siria). In base alla ricca e rigorosa documentazione e alle testimonianze presentate pubblicamente la giuria del TPP ha emesso una sentenza di condanna contro gli Stati del Messico, Sri Lanka e Siria in quanto colpevoli, con le loro azioni ed omissioni di tutte le violazioni dei diritti umani denunciate nell’atto di accusa. L’articolo di Questione Gustizia ripercorre le quattro udienze avvenute toccando i principali temi della sessione, in particolare la libertà di stampa come indicatore di un’effettiva esistenza democratica.
Gianni Tognoni, “Tempi Bui”, Incontro con il Gruppo di Donne per i Diritti di Lecco
Lingua: italiano
Una delle comunità che da più tempo, e con più condivisione culturale e politica, sostiene il TPP con iniziative e con contributi economici, è quella di un ‘gruppo di donne’ di Lecco, menzionate per questo anche come supporto concreto in diverse sue sentenze. In occasione di uno degli ultimi incontri – nella sede molto semplice e suggestiva che si è data il nome di ‘Giardino del TPP’- il tema scelto si è tradotto in una riflessione di Gianni Tognoni che si ritiene utile condividere.

