PERMANENT PEOPLES’ TRIBUNAL ON THE MURDERS OF JOURNALISTS

SESSIONE DI APERTURA, L’AIA, 2 NOVEMBRE 2021, 9.00-18.00 CET

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Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), fondato nel 1979 nel contesto della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli, e in relazione al suo Statuto, ha aperto una procedura per indagare le violazioni dei diritti umani fondamentali dei giornalisti nello scenario globale e in riferimento a casi relativi ai governi del Messico, Sri Lanka e Siria. Al fine di valutare le violazioni dei diritti umani denunciate dalle organizzazioni richiedenti, Free Press Unlimited, Committee to Protect Journalists e Reporters Without Borders, il TPP terrà una sessione nel corso del 2021-2022 che si articolerà in un evento di lancio (L’Aia, 2 Novembre 2021), in tre udienze tematiche (12-13 Gennaio 2022; 16-17 Febbraio 2022; 23-24 Marzo 2022) e in un’udienza finale durante la quale verrà emessa la sentenza (L’Aia, 3 Maggio 2022).

L’atto di accusa, che sarà formalmente presentato alla giuria del TPP in occasione della Sessione di apertura del 2 novembre 2021, riporta dati preoccupanti: “Dal 1992, almeno 1400 giornalisti sono stati uccisi per aver svolto il loro lavoro fondamentale: offrire informazioni affidabili al pubblico. […] Nell’86% di questi casi, nessuno dei colpevoli viene assicurato alla giustizia”. Secondo le organizzazioni richiedenti, le violazioni dei diritti umani fondamentali dei giornalisti: “si inseriscono in un sistema più ampio di intimidazione e repressione dei media. L’impunità fortifica questo clima ostile alla libertà di stampa. […]. Non solo ha gravi conseguenze per coloro che cercano giustizia per l’omicidio dei loro cari, ma incide anche sulla capacità di una società nel suo insieme di informarsi e di entrare in dialogo e dibattito. L’impunità per gli omicidi di giornalisti rappresenta quindi un problema sistemico degli Stati che non onorano i loro obblighi di proteggere i giornalisti e di indagare quando vengono attaccati”.

Nel corso della sessione del TPP saranno presentate prove di casi di omicidio non risolti e un’analisi sulle cause dell’impunità e dei suoi meccanismi. Tra i testimoni saranno presenti Maria Ressa, Premio Nobel per la pace 2021, e Irene Khan, Relatore Speciale ONU sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione. La giuria, convocata dal Presidente e dal Segretario Generale del TPP, è composta, in ordine alfabetico, da Eduardo Bertoni (Argentina),  Rappresentante dell’Ufficio Regionale per il Sudamerica dell’Istituto inter-americano dei Diritti Umani; Marina Forti (Italia), giornalista e scrittrice, Gill H. Boehringer (Australia), già decano e senior research fellow onorario della School of Law, Macquarie University a Sydney; Mariarosaria Guglielmi (Italia), magistrato, vicepresidente di Medel (Magistrats Européens pour la Démocratie et Libertés); Helen Jarvis (Australia-Cambogia), Vicepresidente del Tribunale Permanente dei Popoli; Nello Rossi (Italia), Vicepresidente del Tribunale Permanente dei Popoli; Kalpana Sharma (India), giornalista indipendente, Philippe Texier (Francia), Presidente del Tribunale Permanente dei Popoli; Marcela Turati Muñoz (Messico), giornalista freelance.

La sessione di apertura del Permanent Peoples’ Tribunal on the Murder of Journalists si svolgerà il 2 novembre dalle 9.00 alle 18.00 CET. Per ricevere il link zoom e partecipare alla diretta streaming (in inglese) è necessario registrarsi al seguente link:

https://freepressunlimited.zoom.us/webinar/register/WN_pWSurzdjTTyX1YUO7FjLWg

In alterativa, i lavori possono essere seguiti anche qui.

Info: ppt@permanentpeoplestribunal.org

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Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) è un tribunale di opinione internazionale competente a pronunciarsi su ogni grave crimine commesso a danno di popoli e minoranze. Nasce a Bologna nel 1979 grazie all’intuizione del giurista e politico Lelio Basso e nel contesto della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli (1976). In diretta continuità con i Tribunali Russell sul Vietnam (1966-67) e sull’America Latina (1973-76) viene trasformato in un’istituzione permanente, capace di dare voce e visibilità a quei popoli costretti a misurarsi con l’assenza di diritto e l’impunità. Il Tribunale è composto da una rete di 70 esperti e personalità riconosciute a livello internazionale, di volta in volta convocate per la giuria di ciascuna sessione. Con 48 sessioni e sentenze il Tribunale ha dato visibilità a numerosi casi di gravi violazioni dei diritti umani, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio. Di recente ha esteso i suoi ambiti di competenza anche ai crimini economici, ecologici e ai crimini di sistema. La sua sede è a Roma, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso, in via della Dogana Vecchia 5.


 

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