Una coalizione di organizzazioni contadine e indigene provenienti dall’America Latina, Africa,
Asia, Europa e Nord America hanno manifestato al Tribunale Permanente dei Popoli l’interesse a
richiedere una sessione dedicata alla difesa della sovranità alimentare, in particolare alla tutela dei
semi e delle coltivazioni che costituiscono la base dei loro sistemi alimentari e della loro
sussistenza. Le organizzazioni hanno sollecitato il riconoscimento del rapporto storico, culturale e
materiale che i popoli indigeni e le comunità contadine di tutto il mondo intrattengono, fin
dall’origine della loro esistenza, con le proprie colture e con i propri semi. Un rapporto che
costituisce un elemento essenziale per la sopravvivenza fisica, culturale ed economica di tali popoli,
nonché per la tutela e la riproduzione della biodiversità agricola e naturale del pianeta.
L’istanza trae origine dalla preoccupazione espressa in relazione a meccanismi e regimi normativi
quali quelli promossi dall’Unione Internazionale per la Protezione delle Novità Vegetali (UPOV). A
partire dalla sua istituzione nel 1961, l’UPOV, in quanto organizzazione intergovernativa, ha infatti
promosso un quadro normativo volto alla privatizzazione generalizzata delle sementi e delle varietà
vegetali, che ha progressivamente attribuito diritti esclusivi di appropriazione e di sfruttamento
delle risorse a soggetti privati, in particolare a imprese multinazionali del settore
agroindustriale.
All’evento previsto in Costa Rica dal 19 al 21 gennaio parteciperanno il Segretario Generale del
TPP Gianni Tognoni, il ricercatore argentino Alejandro Macchia e i rappresentanti delle
organizzazioni richiedenti. Durante i giorni di lavoro si presenteranno i diversi casi sui quali il
Tribunale è chiamato a pronunciarsi in merito all’ammissibilità della richiesta. I casi coinvolgono i
seguenti paesi: Malesia, Benin, Kenya, Filippine, Honduras, Guatemala, Costa Rica, Messico,
Colombia, Paraguay, Uruguay, Brasile.

