Nell’ottobre 2011, una vasta rete di gruppi, associazioni, movimenti e singoli individui appartenenti alla società civile messicana ha presentato al Tribunale la richiesta di apertura di un’indagine sugli effetti delle politiche economiche neoliberali adottate nel Paese a partire dall’entrata in vigore del NAFTA. Dal 27 al 29 maggio 2012, si è svolta a Ciudad Juárez la sessione di apertura, durante la quale è stato presentato l’atto di accusa in cui è stato contestato che tali politiche abbiano prodotto gravi conseguenze economiche, sociali e ambientali, incidendo in modo sistematico sui diritti umani. Tra il 2012 e il 2014 si sono tenute dieci udienze tematiche, ciascuna dedicata agli ambiti maggiormente colpiti da tali politiche, come il lavoro, l’ambiente, la sovranità alimentare e all’educazione, ma anche a specifici gruppi sociali, tra cui giovani, donne e migranti. Una delle udienze ha inoltre affrontato il tema dell’eredità della “guerra sucia” e delle conseguenze dell’impunità in particolare riferimento ai difensori dei diritti umani.
Sulla base delle prove acquisite e dei circa 500 casi documentati, il Tribunale ha constatato l’estrema gravità delle violazioni dei diritti umani in Messico, estese a settori significativi della popolazione e idonea a compromettere le strutture fondamentali dello Stato. Secondo il Tribunale, lo Stato messicano ha mancato di adempiere ai propri obblighi derivanti dal diritto internazionale dei diritti umani, omettendo di garantire alle persone, alle comunità e ai gruppi sociali considerati il pieno esercizio dei diritti fondamentali, tra cui: il diritto alla vita e all’integrità fisica; il diritto alla proprietà collettiva della terra; la libertà di espressione e di associazione; il diritto alla salute, a un ambiente sano e a un alloggio dignitoso; il diritto alla protesta sociale; il lavoro dignitoso; il diritto all’autodeterminazione, all’identità culturale, alla lingua e ai propri usi e costumi; la tutela del territorio; l’accesso alla giustizia e alla presunzione di innocenza, come nel caso dei difensori dell’ambiente sottoposti a procedimenti giudiziari; e il diritto al consenso libero, preventivo e informato.
In conseguenza di tali mancanze, lo Stato è risultato responsabile della violazione dei propri doveri di prevenzione, indagine, repressione e riparazione delle violazioni dei diritti umani sopra elencati. Le evidenze emerse nel corso delle dieci udienze tematiche hanno consentito di correlare tali violazioni alle politiche di libero commercio e ai modelli economici neoliberali adottati nel Paese, dimostrando la natura sistematica e strutturale degli effetti sulla vita delle comunità e sull’esercizio dei diritti fondamentali.
Scarica le sentenze delle udienze preliminari tematiche e della sessione finale:
- Udienza introduttiva (Ciudad Juárez, 27-29 maggio 2012)
- Prima udienza su Violenza contro i lavoratori (Città del Messico, 31 maggio-2 giugno 2012)
- Seconda udienza su Devastazione ambientale e diritti dei popoli (Città del Messico, 15-17 novembre 2013)
- Terza udienza su Violenza contro il mais, la sovranità alimentare e la autonomia dei popoli (Città del Messico, 19-21 novembre 2013)
- Quarta udienza su Repressione dei movimenti sociali e defensori dei diritti umani (Città del Messico, 22-24 novembre 2013)
- Quinta udienza su Disinformazione, censura e violenza contro i giornalisti (Città del Messico, 17-19 settembre 2014)
- Sesta udienza su Femminicidio e violenza di genere (Chihuahua, 21-23 settembre 2014)
- Settima udienza su Guerra sporca come violenza e impunità (Comunità indigena di Santa Fe della Laguna, 26-28 settembre 2014)
- Ottava udienza su Migrazione, sfollamento forzato e rifugio (Città del Messico, 29-30 settembre – 1 ottobre 2014)
- Nona udienza su Istruzione (Città del Messico, 3-5 ottobre 2014)
- Decima udienza su Distruzione della gioventù e delle generazioni future (Città del Messico, 8-10 novembre 2014)
- Sessione finale, sentenza in spagnolo e in inglese (Città del Messico, 12-15 novembre 2015)
