Su richiesta formale dell’Ordine degli Avvocati del Brasile, Sezione di San Paolo, il Tribunale Permanente dei Popoli si è riunito a San Paolo, dal 17 al 19 marzo 1999, per giudicare il governo brasiliano e le sue politiche relative ai minori, in una sessione conclusiva preceduta da cinque sessioni regionali.
Le denunce riguardavano il mancato rispetto dei principi fondamentali dello Stato democratico di diritto e l’inadempimento degli obblighi internazionali assunti dal Brasile, con particolare riferimento alle gravi e sistematiche violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Tra queste, lo sfruttamento e l’abuso sessuale di bambine e adolescenti, il lavoro minorile, l’elevata mortalità materno-infantile, le carenze nell’assistenza sanitaria, la mancata tutela dei bambini di strada, la criminalizzazione dei minori in condizioni di marginalità e l’insufficienza delle misure di protezione e recupero.
Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del governo brasiliano per le violazioni dei diritti dei bambini e degli adolescenti, sia per le proprie azioni sia per l’omissione degli interventi necessari a garantirne la tutela. Ha quindi condannato il governo ad assumere le proprie responsabilità etiche e giuridiche, dando effettiva attuazione alla Costituzione, alle leggi nazionali e agli strumenti internazionali di tutela dei diritti umani ratificati dal Brasile.
Organizzazioni richiedenti: Ordine degli Avvocati del Brasile, Sezione di San Paolo
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