Il Tribunale Permanente dei Popoli dedica una seconda sessione all’Afghanistan a Parigi, dal 16 al 20 dicembre 1982, per completare l’esame delle violazioni del diritto internazionale umanitario commesse nel corso del conflitto, sulla base delle indagini svolte dalla Commissione speciale istituita nella precedente sessione di Stoccolma.
Sulla base delle prove raccolte riguardanti i metodi e i mezzi di guerra, il trattamento dei feriti e dei prigionieri, l’uso della tortura e gli attacchi contro la popolazione civile, il Tribunale accerta gravi violazioni delle norme del diritto umanitario applicabili ai conflitti armati.
Nella sua Sentenza, il Tribunale riconosce la responsabilità dell’Unione Sovietica anche per crimini di guerra, ribadisce il diritto del popolo afghano all’autodeterminazione e sottolinea come i conflitti locali contemporanei costituiscano sempre più spesso una negazione sistematica del diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio destino politico e storico.
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