Su richiesta di tre organizzazioni internazionali – Groupement pour les Droits des Minorités (Parigi), Cultural Survival (Cambridge) e Gesellschaft für Bedrohte Völker (Göttingen) – il Tribunale Permanente dei Popoli ha aperto una sessione dedicata al genocidio degli Armeni per rispondere a tre quesiti fondamentali: accertare la realtà dei massacri e delle deportazioni perpetrati nell’Impero Ottomano durante la Prima guerra mondiale; stabilire se tali fatti configurino il crimine di genocidio ai sensi della Convenzione del 1948; e valutarne le conseguenze giuridiche e politiche per la comunità internazionale e per le parti coinvolte.
Il Tribunale ha ritenuto necessario esaminare il genocidio degli Armeni del 1915, mai sottoposto a un giudizio internazionale né ufficialmente riconosciuto dai governi della Repubblica di Turchia, affermando che le vittime e i loro discendenti hanno diritto al riconoscimento della verità storica e giuridica dei fatti. Nella Sentenza, il Tribunale ha riconosciuto che gli Armeni costituiscono un popolo i cui diritti fondamentali, individuali e collettivi, devono essere pienamente tutelati dal diritto internazionale. Lo sterminio perpetrato attraverso deportazioni e massacri integra il crimine imprescrittibile di genocidio ai sensi della Convenzione del 1948.
In quanto crimine internazionale, esso comporta la responsabilità dello Stato turco, che non può invocare la discontinuità dello Stato per sottrarsi ai propri obblighi. Tra questi, il primo è il riconoscimento ufficiale della realtà del genocidio e dei danni arrecati al popolo armeno.
Organizzazioni richiedenti:
Groupement pour les Droits des Minorités (Parigi)
Cultural Survival (Cambridge)
Gesellschaft für Bedrohte Völker (Göttingen)
Documentazione:
Scarica la Sentenza in italiano, spagnolo e francese
