Il Tribunale permanente dei popoli dedica una sessione a El Salvador, tenutasi a Città del Messico dal 9 al 12 febbraio 1981, su richiesta della Comisión de los Derechos Humanos de El Salvador, che chiede al Tribunale di accertare se nel paese sia in corso una politica di sterminio e di individuare le responsabilità della Giunta rivoluzionaria di governo, delle forze armate, dei corpi di sicurezza, dei gruppi paramilitari e degli Stati Uniti. La sessione si svolge in un contesto di aggravamento della violenza e di consolidamento del conflitto armato interno.
Sulla base di un’ampia documentazione e delle testimonianze di rappresentanti di organizzazioni religiose, sindacali, contadine, politiche e per i diritti umani, il Tribunale documenta esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, torture e massacri, esaminando tali violazioni alla luce del diritto internazionale e del diritto del popolo salvadoregno all’autodeterminazione.
Nella sua Sentenza, il Tribunale riconosce il carattere sistematico della repressione, afferma la responsabilità internazionale dello Stato salvadoregno per le gravi violazioni dei diritti umani e sostiene che la violenza esercitata contro una parte rappresentativa della società può integrare gli elementi costitutivi del crimine di genocidio, ampliando l’interpretazione della Convenzione del 1948.
Organizzazioni richiedenti: Comisión de los Derechos Humanos de El Salvador
Documentazione:
Sentenza in italiano e spagnolo
