I lavori del Tribunale sulle violazioni dei diritti fondamentali dell’infanzia e dei minori si sono svolti attraverso tre sessioni pubbliche nella settimana dal 27 marzo al 3 aprile 1995 a Trento, Macerata e Napoli. L’atto di accusa, presentato dall’Arcidiocesi di S. Paolo sul “popolo dei bambini della strada” è stato oggetto in un seminario “ad hoc”, svoltosi a Napoli il 24-25 giugno 1994.
La sessione del Tribunale ha avuto l’obiettivo di documentare ed esaminare fatti e dati che testimoniano il diffuso stato di sofferenza e la violazione dei diritti fondamentali dei minori, facendo della ricognizione delle condizioni dei bambini nel mondo un indicatore della condizione umana e di una crisi del sistema dei diritti.
Al centro delle accuse vi è la negazione del diritto alla vita causata da violenza economica e sociale, guerre e crimini diretti, a cui si aggiunge il fenomeno del commercio di organi. L’accusa evidenzia, inoltre, come il diritto allo sviluppo dei bambini e degli adolescenti risulti irrealizzabile in contesti di povertà e in assenza di politiche sociali a sostegno delle popolazioni e delle madri. Infine, denuncia il lavoro minorile e le gravissime lesioni all’integrità dei bambini inflitte tramite abusi sessuali, prostituzione e pornografia.
Nella sua Sentenza, il Tribunale raccomanda agli Stati di perseguire rigorosamente i gravi reati contro i minori affidandoli alla giurisdizione ordinaria, anche per i crimini commessi all’estero o da membri delle forze dell’ordine. Sollecita inoltre le Nazioni Unite a classificarli come crimini contro l’umanità a perseguibilità universale. In tema di lavoro minorile, chiede un fermo rispetto delle norme vigenti, esortando la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale a negare finanziamenti ai progetti che le violino. A tutela dell’infanzia, si propone infine l’istituzione di un Ombudsman internazionale mediante un Protocollo complementare, promuovendo la partecipazione democratica diretta dei minori, un loro coinvolgimento attivo nell’educazione e l’adeguamento degli spazi urbani alle loro esigenze.
Il Tribunale esorta, infine, i principali meccanismi internazionali a garantire il rispetto del diritto umanitario e la tutela dei minori. In particolare, chiede di limitare il commercio delle armi — specialmente le mine antiuomo, da proibire tramite un’apposita convenzione — per tutelare i bambini sia dai conflitti armati che dall’impatto economico della spesa militare sui bilanci statali.
Organizzazioni richiedenti: Arcidiocesi di S. Paolo sul “popolo dei bambini della strada”
Documentazione:
Sentenza in italiano
